2024.03.06 Criticità nella valutazione del personale

Criticità nella valutazione del personale: divergenze tra valutazioni dei direttori e indicazioni aziendali.

E a farne le spese – in ultimo – sono sempre i lavoratori.

 

In merito alle segnalazioni pervenute dai lavoratori in sede di valutazione del personale, UNISIN Crédit Agricoledesidera portare all’attenzione di colleghi iscritti e di simpatizzanti alcune criticità emerse, che richiedono un’attentariflessione e l’adozione di misure correttive urgenti da parte dell’azienda.

È giunto a conoscenza del sindacato che, durante il processo di valutazione del personale, moltissimi direttori siano costretti a subire il comportamento dell’azienda, che chiede – attraverso lo strumento del “comitato di calibrazione” – di abbassare la valutazione complessiva dei colleghi. Sembra che nelle decisioni di tale comitato non siano spessocoinvolti i direttori stessi, che gestiscono le risorse di cui il comitato decide le sorti.

Altresì, si è notato che i direttori, non soddisfatti della valutazione finale proposta (o imposta?) dal comitato,siano ancora più frustrati per il fatto che la responsabilità formale della valutazione (ribassata) ricada su diloro a causa della loro firma sul documento di valutazione, mentre la reale decisione è legata a dinamiche di riconoscimenti economici (ad personam?) gestiti principalmente dal comitato di calibrazione.

In risposta a queste problematiche, il sindacato desidera informare i colleghi insoddisfatti delle valutazioni sulleopportunità di ricorso previste dall’articolo 80 del CCNL ABI del 19 dicembre 2019. In particolare, si sottolinea il comma 6e il comma 7, che disciplinano le modalità di presentazione dell’eventuale ricorso da parte dei lavoratori.

Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 80:

  • La/il lavoratrice/lavoratore deve essere informato periodicamente circa il merito della valutazione professionale e può chiedere chiarimenti al riguardo.
  • Nel caso di assenze prolungate che impediscono una valutazione ai fini del giudizio professionale, si fa riferimento all’ultimo giudizio conseguito dall’interessato.
  • Lavoratrici/lavoratori che ritengano il giudizio non rispondente alla prestazione svolta possono presentare ricorso alla Direzione aziendale competente entro 15 giorni dalla comunicazione, assistiti da un dirigente sindacale.

Il sindacato sottolinea l’importanza di rispettare le disposizioni contrattuali e di adottare un approccio trasparente egiusto nel processo di valutazione del personale. Inoltre, si richiama l’attenzione sul recente inserimento del comma 9, il quale specifica che il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali non determina automaticamente una valutazione negativa.

UNISIN rimane a disposizione per supportare i lavoratori nell’esercizio dei loro diritti e per collaborare con i direttori e l’azienda al fine di garantire un ambiente di lavoro equo e rispettoso.

 

 

 

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