2025.11.28 Presentazione PMT CREDIT AGRICOLE ITALIA 2028
In data odierna è stato presentato dall’Azienda alle OO.SS. il piano a medio termine (PMT) 2028 del Crédit Agricole Italia, alla presenza dei Coordinatori e dei Segretari Nazionali.
Lo Chief Governance Officer Matteo Bianchi, che ha illustrato il piano, ha sottolineato il lavoro svolto con il Sindacato in questi ultimi mesi, che ha permesso di sottoscrivere accordi importanti per tutte le Lavoratrici e tutti i Lavoratori del Gruppo.
Il piano, che traccia le linee guida del Gruppo per il prossimo triennio, poggia su alcune direttrici: Accelerazione, Trasformazione e Coerenza, ed ha l’obiettivo di rafforzare la storia di successo dell’Azienda quale banca di prossimità.
Il Dr. Bianchi ha voluto sottolineare il fatto che il Gruppo Crédit Agricole Italia, con la presenza di 16.000 lavoratori/lavoratrici, rappresenta in Italia il terzo attore nel settore per dimensione e importanza (dopo IntesaSanpaolo ed Unicredit).
Per il triennio 2026 – 2028 sono previsti ingenti investimenti (120 mln di euro per il solo 2026), anche al fine di proseguire nel processo di digitalizzazione dei processi interni, attuare l’innovazione organizzativa e puntare sul benessere dei colleghi.
L’utile netto previsto, per ogni anno nel triennio, è di 800 milioni di euro, da raggiungere attraverso l’incremento della clientela e delle masse.
Tra le linee strategiche del piano, da segnalare il consolidamento del modello distributivo di Banca di prossimità e l’evoluzione continua del modello digitale multicanale, con una profonda trasformazione della macchina operativa.
Per quanto riguarda gli aspetti più direttamente impattanti sulle Risorse Umane del Gruppo, la Responsabile Risorse Umane Antonella Salvatori ha dichiarato che il piano è stato costruito in continuità con le politiche adottate in passato.
Un piano che punta alla crescita grazie al continuo investimento sulla trasformazione delle risorse interne, per il tramite dell’aumento delle competenze attraverso una formazione importante e qualificante che dovrà interessare la totalità dei colleghi, il raggiungimento della piena trasparenza retributiva con la valorizzazione di tutte le componenti retributive, l’accrescimento del benessere e l’inclusione dei collaboratori.
Ha inoltre dichiarato che, nell’arco del piano, sarà confermata una tendenza già registrata in passato, ossia la diminuzione dei ruoli amministrativi (cassieri) e di Direzione, a vantaggio di quelli dei canali specializzati e dei ruoli più commerciali.
Sono inoltre previste 1000 assunzioni ed uscite che porteranno i livelli occupazionali a diminuire di circa 400/700 unità.
Più di 1000 colleghi saranno interessati da importanti interventi di “upskilling” e “reskilling” per effetto dei cambiamenti in atto.
Come UNISIN ci siamo riservati di valutare il piano una volta che sarà realizzato, poiché le positive enunciazioni in esso contenute non sempre corrispondono a quanto poi viene realizzato. Abbiamo più volte dichiarato che c’è urgenza di mettere i colleghi in condizioni di poter lavorare in tutta tranquillità e di intervenire per ripristinare un miglior clima aziendale, che in questi ultimi anni si è progressivamente deteriorato a causa della cronica carenza di personale, problema che il piano non affronta.
C’è pertanto la necessità di inserire tempestivamente nuove risorse a copertura delle uscite per evitare quella “mancata corrispondenza” tra entrate ed uscite che, soprattutto nel breve, ostacola e rende particolarmente oneroso il lavoro dei colleghi.
Si registra ancora un ulteriore aumento dei ritmi e carichi di lavoro, aumento dovuto non soltanto alla carenza di risorse sul territorio ma anche a processi che ancora non riescono a semplificare il lavoro dei dipendenti sul territorio (al contrario, il “progetto cashless” comporterà una difficile fase di adattamento per il personale impattato, che dovrà gestirne gli effetti sulla clientela).
Altro tema evidenziato è stato quello delle pressioni commerciali, mai sopito e trasversale in tutto il settore: auspichiamo sia tenuta alta l’attenzione sulla corretta applicazione dell’accordo nazionale del 2017 sulle politiche commerciali (valido strumento se correttamente applicato per affrontare il problema). Occorre però che le banche credano nel contenuto dell’accordo, in quanto alcune perplessità sono emerse sulle modalità con cui i principi condivisi sono effettivamente applicati nell’organizzazione aziendale.
Abbiamo inoltre denunciato il fenomeno delle dimissioni del personale, soprattutto in alcune zone del paese: si tratta di un fenomeno in crescita che evidenzia la necessità di una maggiore attenzione da rivolgere ai colleghi che lavorano in Italia, per il tramite di
- una maggiore attenzione al clima,
- riconoscimenti economici e di carriera adeguati,
- una migliore gestione delle politiche commerciali che vengono attuate sulla rete.
In Francia il Crédit Agricole rientra tra le prime aziende che offrono le migliori opportunità di carriera, non vorremmo che l’Italia andasse in controtendenza rispetto alla casa madre.
Il nostro volantino







