2025.05.06 TAGLIO DEL 30% AI RISULTATI DELL’INCENTIVANTE 2024: UNO SCHIAFFO AI LAVORATORI
Crédit Agricole Italia ha comunicato, in modo informale e affidandosi ai Direttori come semplici messaggeri, che i riconoscimenti economici spettanti per i risultati del sistema incentivante 2024 saranno tagliati del 30%.
Un taglio inatteso, privo di trasparenza, ingiustificabile sul piano economico ed insultante su quello umano.
Mentre l’azienda registra utili miliardari, sceglie di colpire proprio chi ha contribuito a costruirli: le lavoratrici ed i lavoratori.
“L’Assemblea di Crédit Agricole Italia ha approvato un bilancio con un utile netto consolidato civilistico di 808 milioni di euro, +14,1% rispetto all’anno precedente.
L’insieme delle entità del Crédit Agricole in Italia ha registrato nel 2024 un utile netto aggregato di 1,556 miliardi di euro (+19%), di cui 1,254 miliardi di pertinenza del Gruppo, con 102 miliardi di euro di finanziamenti all’economia.” Fonte: sito istituzionale Credit Agricole Italia, 25 aprile 2025”
Alla crescita degli utili corrisponde il taglio dei premi. È questa la logica aziendale? Premiare il capitale ed umiliare il lavoro? Se questo è il messaggio di benvenuto ai dipendenti del nuovo CEO Brasseur, si inizia nel modo peggiore possibile
I lavoratori non sono sudditi. Meritano rispetto, non riduzioni arbitrarie mascherate da esigenze tecniche.
La favoletta della calcolatrice rotta non regge più.
Pretendiamo una spiegazione ufficiale. E pretendiamo che venga assunta la responsabilità politica e morale di una decisione che mina la fiducia interna.
Oggi il vero problema non è la credibilità dei numeri, è la credibilità di chi li gestisce.
UNISIN denuncia con forza questa decisione e richiama l’azienda alle sue responsabilità. In Italia come in Europa i lavoratori stanno alzando la testa. E non accetteranno in silenzio l’ennesimo attacco al proprio valore.
“A me non interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili. È questo che un giorno Dio chiederà a ciascuno di noi.” Don Andrea Gallo







