2025.07.28 Ci è o ci fa? La maschera dell’efficienza è caduta.

Ci è o ci fa? La maschera dell’efficienza è caduta.

QUALCOSA NON TORNA

Mentre la banca lancia a “tambur battente” progetti di riorganizzazione, la stessa banca pubblica articoli paradossali sulla Intranet che sembrano scritti da un’entità completamente dissociata dalla realtà della rete.

In piena estate, con sportelli chiusi, colleghi ridotti all’osso e turnazioni improvvisate, ci viene chiesto: “Cosa non può assolutamente mancare?”
Beh, la risposta è semplice: un numero adeguato di colleghi!

TRA CHIUSURE E CARENZE STRUTTURALI

Siamo tutti d’accordo che gli ATM debbano garantire la disponibilità di banconote.
Peccato che nessuno presidi le macchine in sportelli chiusi per giorni, e che chi organizza sovvenzioni o presidia le urgenze spesso venga avvertito all’ultimo minuto, magari fuori orario di lavoro, mentre salta da una filiale all’altra, come un tappabuchi a rotazione.

Nel frattempo, le dimissioni continuano e le assunzioni restano un miraggio.

Giovani assunti di recente, formati con fatica ed in modo del tutto insufficiente, vengono catapultati nella realtà di filiali sottorganico, adibiti, peraltro senza la necessaria assistenza di un tutor, alle mansioni di gestori alla clientela con tutte le incombenze e tutti pericoli connessi: appena possono, fuggono perciò verso realtà bancarie più attrattive o lavori più soddisfacenti, lasciando vuoti che nessuno si preoccupa davvero di colmare.

Ma certo, ciò che conta è apparire efficienti, il resto lo copriamo con infografiche e slogan.

SICUREZZA… SOLO SULLA CARTA

In questo caos organizzativo, recepiamo anche la raccomandazione a rispettare il “Testo Unico della Sicurezza Fisica”:

  • passaggi chiavi fisiche tracciati,
  • separazione tra chi conosce combinazioni e chi dispone delle chiavi,
  • aperture dei mezzi forti solo negli orari previsti.

Benissimo!

Ma chi può garantire il rispetto di queste regole, se il personale manca?
Se questi comportamenti non sono possibili, l’attività deve fermarsi.

Basta improvvisazioni.

Basta “fai da te” per tenere in piedi una macchina che non ha più carburante.

 

IL PARADOSSO DELLE BUONE PRATICHE

E l’ironia – o forse la perfidia – continua: ci viene ricordato quanto sia importante adottare “buone pratiche per soddisfare il cliente” e “sensibilizzarlo ai rischi”.

Ma davvero: chi ha tempo per farlo?

Mentre si rincorrono emergenze, si gestisce operatività senza respiro, si lavora in strutture sottodimensionate dove manca anche chi dovrebbe rispondere alle caselle “Fuori Sede”?

Siamo di fronte ad una comunicazione disconnessa dalla realtà, che suona come una beffa per chi ogni giorno tiene in piedi, con sacrificio e professionalità, una rete ormai in stato emergenziale.

 

UNISIN, come ha già fatto durante il progetto pilota in Lombardia Ovest, continuerà a smascherare le contraddizioni di questo sistema.

Siamo presenti, ascoltiamo e raccogliamo ogni segnalazione.

Continueremo a dare voce ai colleghi, a raccontare la verità che non entra nei PowerPoint, a difendere diritti, sicurezza e dignità, con tutti gli strumenti previsti dal nostro CCNL.

Perché le maschere, prima o poi, cadono.

E noi, Colleghi, non siamo né comparse né spettatori.

qui il volantino

 

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